Colf e badanti: un lavoro indispensabile, prestato alle fasce sociali più fragili della società, che pur negli sforzi della Regione, evidenzia l’insufficienza delle politiche per la non autosufficienza a partire dalla disattesa applicazione della Legge da parte del Governo

Roberto Battaglia e Franco Pesaresi

Il recente Report 2023 sul lavoro delle assistenti familiari in Emilia-Romagna (il cosiddetto badantato), elaborato dalla Regione e pubblicato lo scorso gennaio, traccia uno spaccato approfondito e ricco di spunti sulla realtà del lavoro di cura anche sul nostro territorio. Il documento, che si avvale dei dati forniti dall’INPS, mette in luce alcuni aspetti fondamentali: da un lato, il numero complessivo dei lavoratori domestici regolarmente registrati, e dall’altro, il divario che intercorre tra tali dati ufficiali e la dimensione reale del fenomeno, in cui le sole posizioni regolari – rilevate dai dati INPS – si stima rappresentino all’incirca il 50% del totale delle badanti.

La situazione provinciale | Nel territorio riminese si contano 3.348 lavoratori identificati come “badanti” e ulteriori 1.658 addetti alla categoria “colf – altro”, per un totale di 5.006 lavoratori domestici di cui 3.838 migranti. Questi dati, che si inseriscono in un quadro regionale più ampio, evidenziano come Rimini si collochi in una posizione intermedia rispetto alle altre province dell’Emilia-Romagna. Si tratta di numeri da leggere con la dovuta cautela; la rilevazione, infatti, si basa esclusivamente sulle posizioni regolari, mentre sappiamo che una quota significativa delle lavoratrici e dei lavoratori del settore opera in nero o in condizioni di irregolarità. Per questo motivo, si può ragionevolmente stimare che i dati ufficiali rappresentino soltanto la metà del fenomeno reale: se in dati regolari risultano circa 5.000 persone impiegate nel settore, il numero effettivo sul territorio potrebbe essere sostanzialmente superiore, raddoppiando tale valore.

Francesco Guitto

I bisogni di una parte di popolazione anziana | La lettura dei dati infatti si complica ulteriormente se si considerano i cambiamenti demografici in atto. La provincia di Rimini, come molte altre realtà regionali, sta vivendo un progressivo aumento della popolazione over 75. Il rapporto tra il numero delle badanti regolari e gli anziani, infatti, si attesta attorno al 7% a livello provinciale. Tale percentuale è il risultato di un doppio fenomeno: da una parte, la crescita della popolazione anziana, dall’altra la diminuzione progressiva del numero delle badanti, specialmente nelle posizioni regolari, che rappresentano solo una parte del totale. Quindi, oltre al dato in sé, è fondamentale considerare l’impatto che questo squilibrio demografico può avere sul sistema di assistenza, con ripercussioni significative sulle famiglie, sulle persone anziane e sull’intera comunità; questo in termini di costi e sacrifici.

La situazione esposta dal Report 2023 per la provincia di Rimini è emblematicamente rappresentativa delle sfide e delle opportunità che caratterizzano l’intero sistema di assistenza domiciliare in Emilia-Romagna. Se da un lato la riduzione del numero di badanti regolari e la discrepanza con il fenomeno reale invitano a una riflessione critica, dall’altro lato le iniziative della Regione a sostegno delle famiglie e per la formazione offrono spunti concreti per migliorare la gestione e la qualità dell’assistenza familiare. Il lavoro di cura va riconosciuto e valorizzato nella sua interezza, garantendo sicurezza, formazione e diritti a tutti gli operatori e supportando efficacemente le famiglie che ogni giorno si affidano a queste professionalità; questo nell’interesse di chi lavora e degli anziani che diventano loro malgrado datori di lavoro familiare.

Invecchiare in Emilia Romagna – Problemi e opportunità | SPI e FILCAMS CGIL Emilia-Romagna hanno elaborato una guida che si propone di orientare famiglie e operatori nella complessa rete di procedure e normative che regolamentano l’attivazione dell’assistenza familiare. La guida, rivolta a famiglie e Colf-Badanti, è disponibile in tutte le sedi CGIL della provincia di Rimini e sulla pagina Internet www.cgilrimini.it. La guida si configura come uno strumento per favorire l’emersione del lavoro irregolare e per promuovere la qualificazione professionale degli operatori, garantendo così diritti e una maggiore tutela in un settore di vitale importanza per la tenuta sociale territoriale.

Rimini, 12/2/2025

SPI CGIL RiminiFILCAMS CGIL Rimini

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